mamma blogger

da qui si apre una nuova fase di questo blog

il blog sarà sempre lo stesso ma io no!

il 4 febbraio 2013 sono diventata MAMMA

LA MAGGIOR PARTE DELLE MADRI è CAPACE DI DARE “LATTE” MA SOLO UNA MINORANZA DI DARE ANCHE “MIELE”.

PER POTER DARE “LATTE E MIELE”UNA MAMMA NON DEVE SOLTANTO ESSERE UNA “BRAVA MAMMA”, MA UNA DONNA FELICE (…)

L’AMORE DELLA MADRE PER LA VITA è CONTAGIOSO (…) SI DISTINGUONO SUBITO TRA I BAMBINI – E GLI ADULTI – COLORO CHE RICEVONO SOLTANTO “LATTE” E COLORO CHE RICEVONO “LATTE E MIELE”

(E. FROMM)

 

Ape Regina – di Alda Merini

Accarezzami musica 

scorri su me come acqua d’argilla,

scorri sulla mia bianca pietà:

io sono innamorata di un aedo,

sono innamorata del cosmo tutto,

sono piena d’amore

sono l’ape regina

col ventre gonfio dei due golfi perfetti,

dolcissimo chiaro preludio

a una polluzione d’amore.

L’uomo scorre sulle mie bianche viscere non s’innamora mai

perchè sono accademia di poesia.

la poetessa Alda Merini – la musa dei Navigli

Cosa fare in caso di punture di api?

Pig-Pen dei Peanuts

Huber dimostrò che le api hanno un odorato finissimo e che i cattivi odori le irritano tanto quanto i profumi troppo forti anche se noi li consideriamo buoni. Pare che abbiano un’avversione particolare per coloro che hanno abitudini poco pulite. Altre persone, invece, per quanto molto pulite, vengono assalite dalle api appena si avvicinano ad un alveare.

donna eccessivamente profumata

Io, nonostante mi avvicino abitualmente alle arnie senza protezioni e spesso rimango ad osservare il Beeboss all’opera a pochi metri di distanza, sono stata punta solo due volte dalle api. Entrambe le volte sono state prima attratte dal profumo (modestamente) dei miei capelli e poi, essendo i miei capelli lunghi,  rimaste impigliate tra la chioma. Nonostante io abbia cercato di liberarle, districandole con le dita è stato inutile, infatti, essendo loro un po’ pelosette sono rimaste come appiccicate ai capelli.

Per quanto io abbia discreto sangue freddo con gli insetti e quindi mantengo di solito la calma, sentendo il ronzio sempre più vicino al timpano e rendendomi conto che non sarei riuscita a liberare l’ape, ho ceduto, confesso, ad un po’ di nervosismo. Potete vedere la testimonianza in questo filmato alla Blair Witch Project.

Da quel giorno ho imparato ad avvicinarmi alle api con i capelli se non puzzolenti almeno raccolti o con un berretto, in modo da non costituire più una calamita/trappola vivente per loro.

Il peggior errore che si possa commettere, ma anche il più comune che si commette, è quello di agitarsi e scacciare le api con il classico gesto della mano appena si sente un ronzio.

Non bisogna, invece, fare il più piccolo movimento offensivo; perché se un ape è ferita, le altre la vendicheranno immediatamente e se si persiste si rischia di averne a che fare con centinaia e migliaia anziché con una sola. La cosa migliore da fare è rimanere immobile aspettando che si allontani, se non si dovesse allontanare saremo noi a spostarci con movimenti lenti e sangue freddo.

Questo è il motivo per cui quando le api assalgono un cavallo sovente lo uccidono; perché l’equino invece di scappare, come la maggior parte degli altri animali, salta, si rotola, fino a che cade estenuato. Può capitare che un cavallo lasciato vicino ad un apiario venga assalito da qualche ape. Cercando di difendersi, lanciando calci e rotolandosi, rovesci un’arnia e poi un’altra; migliaia di api lo assaliranno e il povero animale può venire ucciso prima che il proprietario possa accorgersene. Ho letto del cadavere di un cavallo assalito dalle api che, sebbene il suo corpo fosse restato insepolto per due giorni, né cani, né corvi, né altri animali da preda osarono mangiarne, tanto abbondante era in lui il veleno iniettato dalle api.

Questa storia ci insegna che:

  1. l’apiario deve essere chiuso ad animali domestici
  2. non bisogna reagire, muoversi di scatto, agitarsi quando si è attaccati dalle api
  3. l’odore del loro veleno innervosisce le api e tendono a pungere di nuovo

Cosa fare se si viene punti dalle api?

La puntura delle api, come tutti sanno, produce degli effetti dolorosi e talvolta pericolosi. Ma non su tutti gli individui nella stessa misura. Anzi è curioso notare che coloro che sono refrattari all’azione del veleno raramente vengono punti e viceversa, come se le api godessero quando producono un più violento effetto.

Quindi, qualora voi curiate regolarmente la vostra igiene personale ma non vi siate neanche fatti il bagno nel profumo, abbiate mantenuto un impeccabile aplomb evitando movimenti bruschi e apparentemente offensivi e nonostante tutto questo siete stati comunque punti, ecco cosa dovete fare!

Rimedi

Purtroppo, non esistono rimedi veramente efficaci per eliminare il dolore, altrimenti le punture d’ape non sarebbero così rinomate e così temute. Gonfiore e prurito è la normale reazione immunitaria del nostro organismo al veleno. Comunque si possono mettere in atto una serie di accortezze che diminuiscono l’effetto pruriginoso e l’espansione del veleno.

La prima cosa da fare è eliminare il pungiglione e la sacca del veleno, infatti il pungiglione, una volta staccatosi dall’ape portandosi via le interiora, avanza da sé sempre più profondamente nelle carni, continuando ad iniettare veleno.

Una volta che siete stati punti non grattatevi, infatti, seppur il prurito sia insopportabile non fareste altro che spandere il veleno aumentando il dolore e il gonfiore. Piuttosto sarà utile e di gran sollievo applicare prima possibile del ghiaccio e lasciarlo a lungo, e se si ha a portata di mano spalmare una pomata al cortisone.

Le punture d’api possono scatenare, in alcuni soggetti, reazioni allergiche molto gravi che possono portare a shock anafilattico. In questo caso bisogna andare immediatamente al pronto soccorso, dove vi sarà iniettata l’adrenalina. Se lo shock anafilattico non viene affrontato immediatamente, il paziente può perdere conoscenza e può addirittura morire.

E’ per questo che a mio parere è assolutamente doveroso, per chi possiede le api, tanto più se pensa di far visitare l’apiario a persone terze (amici, scolaresche, ecc), tenere a portata di mano un kit di pronto intervento.

Infatti, è presumibile che gli apiari si trovino in aperta campagna in luoghi remoti da dove potrebbe non essere facile raggiungere rapidamente un ospedale e potrebbe non esserci il tempo di chiamare i soccorsi, la reazione allergica infatti esplode in brevissimo tempo.

Come riconoscere uno shock anafilattico?

Il flusso di sostanze chimiche rilasciate dal sistema immunitario durante lo shock può causare gravi sintomi: la pressione si abbassa repentinamente e le vie aeree si contraggono, impedendovi di respirare normalmente. Qui di seguito riporto il protocollo consigliato dal reparto di allergologia del Gemelli, che descrive in modo schematico sintomi e cure e posologia divise per i diversi livelli di reazione allergica.

kit di pronto soccorso per pazienti a rischio di anafilassi

file.php 1654×2340 pixels.

Sintomi da shock anafilattico

  • battito cardiaco debole e veloce
  • eruzione cutanea e/o eccessivo gonfiore
  • nausea e vomito

Il kit di pronto intervento

  • cortisone in fiale o in compresse o in pomata per un trattamento solo locale
  • antistaminico in fiale
  • siringhe da 5 ml e 2,5 ml
  • Fastjekt, ovvero siringa pronta all’uso di adrenalina autoiniettabile (da utilizzare solo in caso di shock anafilattico)

E’ da tenere presente che l’adrenalina autoiniettabile è a carico del SSN solo sotto prescrizione di medico allergologo ospedaliero, ciò significa che l’allergia deve essere diagnosticata da medico specialista, in caso contrario la si può acquistare in farmacia dietro ricetta del medico di base, pagandola 80-90€. In tutti e due i casi bisogna tenere conto del fatto che ha una scadenza di circa un anno.

In conclusione ci tengo a sottolineare che le api di loro non sono aggressive, lo diventano solo se si sentono minacciate, è per questo che se dimostrerete di essere innocui vi lasceranno in pace e torneranno presto alla loro alacre attività.

Non dimenticate che le api perdono la vita pungendovi quindi è interesse di entrambi rimanere in rapporti pacifici e “di buon vicinato”.

Le api nel Cinema

Sembra che le api abbiano ispirato numerosi film horror o pseudo horror a volte con risvolti erotici (involontariamente comici) come il primo della carrellata di film sulle api che vi propongo qui di seguito, dando vita ad un micro filone apistico-catastrofico.

L’Invasione delle api regine -1976

Versione italiana della locandina del film “L’invasione delle api regine”

SCHEDA FILM

Un film di Denis Sanders. Con William Smith, Anitra Ford, Victoria Vetri, Cliff Osmond, Ben Hammer. continua» Titolo originale Invasion of the Bee Girls. Erotico, durata 85 min. – USA 1976.

Locandina del film “L’Invasione delle api regine” versione originale Continua a leggere

api e nails art

Sembra che le nostre piccole amiche abbiano conquistato anche ambienti alquanto lontani dai rudi campi e i boschi come quello delle nails designers.

Facendo un rapido giro sul web ho trovato questo

bee inspired

e ancora questo

bee nails design

bee nails design

e infine questo

bee nails design

bee nails design

In realtà non sono solo le manicure a lasciarsi sedurre dal loro fascino, infatti le api compaiono praticamente ovunque, moda, logo, pubblicità, arredamento e in chissà quanti e quali altri contesti estetici fanno ricorso ai colori (giallo e nero) alle forme (cella esagonale) e alla simpatia del laborioso insetto.

Vi prometto di dedicare a questa bonaria invasione  alcuni post prossimamente.

SCHEDA dei principali MIELI ITALIANI

MIELE DI ACACIA (robinia pseudo-acacia)

Colore: bianco acqua leggermente ambrato

Aroma: leggero e delicato

Sapore: molto dolce e delicato

Cristallizzazioneassente o molto ritardata, con cristalli grossi ma facilmente solubili

Provenienza: principalmente dalle zone prealpine della Lombardia, più raramente si produce un po’ ovunque

 

MIELE DI AGRUMI

Colore:da bianco acqua a bianco

Aroma: lieve tipico dei suoi fiori

Sapore: caratteristico gradevole

Cristallizzazione: molto lenta, con cristalli fini, trasparenti, poco solubili.

Provenienza: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna

MIELE DI CASTAGNO (Castanea sativa Miller)

Colore: scuro, tendente al nero

Aroma: forte, pungente, acre

Sapore: forte, penetrante, leggermente amaro

Cristallizzazione: lenta e grossolana

Provenienza: ovunque crescono i castagni, dalle Alpi alla Sicilia

MIELE DI COLZA (Brassica campestris var. oleifera)

Colore: chiaro, paglierino

Aroma: particolare

Sapore: delicato, poco pronunciato

Cristallizzazione: rapida con grani fini e regolari

Provenienza: ovunque si coltivi colza, un tempo frequente in Valpadana

MIELE DI CORBEZZOLO (Arbutus unedo L.)

Colore: bianco con sfumature grigio verdi

Aroma: pungente

Sapore: caratteristico, decisamente amaro

Cristallizzazione: assente o a granulazione media

Provenienza: Sardegna, Maremma Tosco-Laziale e Appennino toscano

MIELE DI ERBA MEDICA (Medicago sativa L.)

Colore: da bianco ad ambra chiaro

Aroma: poco intenso

Sapore: forte raschia in gola

Cristallizzazione: ritardata, con cristalli grossi e trasparenti, si forma una massa molto compatta, si scioglie lentamente

Provenienza: Italia settentrionale e centrale, soprattutto Valpadana

MIELE DI ERICA (Erica spp.)

Colore: ambra con tonalità arancio

Aroma: penetrante caratteristico del fiore

Sapore: molto particolare, delicato con un ottimo retrogusto

Cristallizzazione: fine, regolare, compatta

Provenienza: dalla Ligura alla Calabria ovunque esista la tipica macchia mediterranea

MIELE DI EUCALIPTO (Eucalyotus spp.)

Colore: da ambra chiaro ad ambra

Aroma: caratteristico, aromatico, intenso

Sapore: pronunciato, persistente, gradevole

Cristallizzazione: massa compatta con cristalli fini, facilmente solubili

Provenienza: Italia centro meridionale e Sardegna

MIELE DI GIRASOLE (Helianthus annuus)

Colore: giallo dorato brillante o giallo uovo

Aroma: poco marcato che ricorda il polline

Sapore: leggero ma caratteristico

Cristallizzazione: rapida e compatta, spesso duro

Provenienza: Italia centrale

MIELE DI LAVANDA (Lavandola spp.)

Colore: debolmente ambrato

Aroma: gradevole, aromatico

Sapore: delicato e persistente

Cristallizzazione: rapida con cristalli fini, facilmente solubili

Provenienza: Liguria

MIELE DI LUPINELLA (Onobrychis viciaefolia scop.)

Colore: da bianco ad ambra extrachiaro

Aroma: leggero quasi assente

Sapore: poco intenso ma appetitoso

Cristallizzazione: massa compatta, cremosa, con cristalli fini e trasparenti

Provenienza: zone appenniniche dell’Italia centrale

MIELE DI MELATA DI ABETE (Abies alba Miller)

Colore: bruno-nero con riflessi verde scuro o rossastri

Aroma: caratteristico, fortemente aromatico ma non pungente

Sapore: delicato, dolce, non persistente

Cristallizzazione: assente o molto ritardata

Provenienza: boschi delle Alpi e dell’Appennino settentrionale

 

MIELE DI RODODENDRO (Rododendrom spp)

Colore: da bianco acqua a bianco

Aroma: tenue ricorda il profumo del fiore

Sapore: caratteristico, delicato, resta persistente la sensazione gradevole

Cristallizzazione: lenta, consistenza pastosa, granulazione fine

Provenienza: dalle alte quote della cerchia alpine

MIELE DI STACHYS (Stachys annua L.)

Colore: da bianco ad ambra extra chiaro

Aroma: molto debole

Sapore: neutro o acidulo

Cristallizzazione: in massa pastosa, con granulazione medio-fine, cristalli bianchi semitrasparenti

Provenienza: ristrette zone dell’Italia centrale

MIELE DI SULLA (Hedysarum coronarium L.)

Colore: da bianco acqua a bianco

Aroma: molto tenue quasi assente

Sapore: delicato, caratteristico

Cristallizzazione: tardiva, compatta, fine, consistenza pastosa, facilmente solubile

Provenienza: dalle zone argillose dell’Italia centrale, meridionale ed insulare

MIELE DI TARASSACO (Taraxacum officinale Weber)

Colore: da ambra chiaro ad ambra

Aroma: sgradevole

Sapore: forte e caratteristico

Cristallizzazione: rapida, consistenza cremosa, granulazione fine, giallo biancastra

Provenienza: dai prati della Valpadana, Lombardia in particolare

 

MIELE DI TIGLIO (Tilia spp.)

Colore: ambra chiaro, tendente al grigio-verde

Aroma: discreto caratteristico del fiore

Sapore: intenso, persistente, raschia in gola

Cristallizzazione: lenta ed irregolare con grossi cristalli

Provenienza: da alcuni boschi di tigli, soprattutto in Piemonte e dalle alberature stradali e di parchi

MIELE DI TIMO (Thymus spp.)

Colore: ambra scuro

Aroma: molto spiccato

Sapore: forte gradevole

Cristallizzazione: irregolare, massa compatta

Provenienza: Italia meridionale ed insulare, Sicilia in particolare

MIELE DI TRIFOGLIO INCARNATO (Trifolium incarnatum L.)

Colore: da bianco acqua a bianco

Aroma: molto lieve, simile a quello del miele di sulla

Sapore: delicato, neutro

Cristallizzazione: consistenza compatta, colore chiaro, cristalli facilmente solubili

Provenienza: dall’Italia centrale e meridionale, in particolare dalla Maremma toscana

MIELE DI TRIFOGLIO LADINO (Trifolium repens L. var. giganteum)

Colore: bianco

Aroma: delicato, gradevole, tipico del fiore

Sapore: tenue, persistente, con un gradevole retrogusto

Cristallizzazione: grossolana, cristalli fini mescolati ad altri più grossi

Provenienza: principalmente dalla Valpadana

carrè di maiale al miele – Ricetta

Ricetta per Carrè di maiale al miele

Ingredienti:

carrè di maiale, vino bianco secco, miele aromatico (es. castagno), sale, pepe, timo, santoreggia, paprika dolce, chiodi di garofano.

Preparazione:

Aromatizzare il vino passandolo per un minuto al frullatore insieme al timo, santoreggia, paprika e il miele. Mettere il maiale in una casseruola profonda da forno, salare, pepare e coprirlo con il vino aromatizzato, aggiungere due chiodi di garofano, coprire e far cuocere in forno a 180° C finché sarà tenero (circa due ore e mezzo).

i colori del miele

COLOR MIELE 

Nel linguaggio parlato spesso si dice “color miele” per indicare un giallo ocra caldo ed intenso con sfumature dorate.

Ad esempio si usa dire

“i suoi capelli color del miele”

tutti i colori del miele

tutti i colori del miele

Ma in realtà il miele, a secondo del tipo di miele cioè da quale fioritura proviene, può assumere diversi colori che variano dal bianco al nero, passando attraverso varie tonalità del giallo e dell’ambra, a volte con riflessi sul verde e a volte sul rosso.

Anche lo stesso tipo di miele può cambiare leggermente colore e caratteristiche a secondo della zona in cui viene prodotto e da anno in anno.

3 tipi di Miele dei Monti della Tolfa produzione Apicoltura Alfredo Cascioli

3 tipi di Miele dei Monti della Tolfa produzione Apicoltura Alfredo Cascioli

I fattori che determinano il colore del miele sono molti e ancora non tutti noti. Sembra che addirittura alcuni comportamenti dell’apicoltore in fase di produzione e conservazione possano influire. In generale si crede che con la conservazione la tonalità del colore tende ad aumentare, con la cristallizzazione il miele perde la trasparenza e schiarisce.

i colori del miele dal bianco al nero

Negli Stati Uniti si dividono i mieli in 7 classi di colore:

  • Bianco acqua
  • Extra bianco
  • Bianco
  • Extra ambra chiaro
  • Ambra chiaro
  • Ambra
  • Ambra scuro
alcuni colori del miele

alcuni colori del miele

tipi di miele

Il miele si divide in due macro categorie:

il miele di nettare: miele ottenuto principalmente da nettare dei fiori;

il miele di melata: miele ottenuto principalmente dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante.

Per quanto riguarda i mieli di nettare si dividono in:

miele di fiori vari o eteroflora o poliflora o multiflora (meglio conosciuto come millefiori)

miele monoflora (miele con netta prevalenza di nettare proveniente da una determinata specie botanica).

bottinatura

Si parla di miele monoflora quando questo proviene principalmente da un’unica origine botanica e ne risulta sufficientemente caratterizzato dal punto di vista delle caratteristiche analitiche e soprattutto organolettiche.

La produzione di mieli uniflorali o monoflora  è possibile per quelle specie che sono presenti in grande abbondanza in zone sufficientemente estese. Tecniche apistiche particolari vengono adottate per incrementare la produzione e per aumentarne la purezza.

Tra i diversi mieli uniflorali non può essere fatta una graduatoria di qualità: il loro pregio consiste nell’unicità delle caratteristiche organolettiche e ogni consumatore sceglierà quelli che preferisce, secondo il suo gusto personale. I mieli delicati poco aromatici (come il miele di acacia) o con aroma floreale (agrumi) sono generalmente più apprezzati, mentre quelli con aroma deciso non incontrano i gusti di tutti, ma il consumatore che sceglie un miele fortemente aromatico in genere lo preferisce a tutti gli altri.

Per definire se un miele è monoflora occorre far fare delle analisi chimiche e melissopalinologiche.

La Melissopalinologia è la scienza che studia i pollini contenuti nel miele. Attraverso essa è possibile individuare l’origine botanica (da che fiore proviene) e a volte quella geografica dei vari tipi di miele.

L’analisi viene effettuata centrifugando il miele per separarne il sedimento che viene poi osservato al microscopio. I granuli di polline vengono identificati in base alle loro dimensioni ed alla loro struttura morfologica, diversa da specie a specie. Se i pollini provengono prevalentemente da un’unica specie botanica allora potrà essere definito, e quindi venduto, come monoflora di quella specie botanica (es. miele di acacia) con percentuali variabili in base alla scheda tecnica relativa ad ogni specie botanica. Mentre è la presenza di spore, ife fungine, alghe, ecc identificano il miele di melata.

Si definiscono mieli millefiori, invece, i mieli che derivano da una varietà di piante diverse. Non esiste un’unica categoria di millefiori, ma tante quante sono le possibili combinazioni di piante e ognuna possiede proprie caratteristiche. A volte prevale una presenza botanica, ma è accompagnata da una flora concomitante che ne costituisce la specificità.

Altre volte le componenti del miele sono davvero mille, come capita per il prodotto delle fioriture di alta montagna o della macchia mediterranea: dire da che cosa dipende quel certo aroma è impossibile, ma il risultato è comunque straordinario. Scoprire i diversi mieli millefiori può essere un viaggio molto più appassionante che non quello alla ricerca dei mieli uniflorali, con il grande stimolo apportato dal fatto che l’oggetto dell’eventuale scoperta costituirà un’esperienza veramente irripetibile.