Mitologia classica

La scoperta del miele  di Piero di Cosimo

La scoperta del miele di Piero di Cosimo

Fin dall’antichità il miele e le api hanno sempre assunto significati positivi se non addirittura divini e ciò è avvenuto sia nella nostra che nelle altre culture.

In un  recente post abbiamo visto come la passione di Cupido per il miele lo avesse messo nei guai, ma tale passione era comune a molti dei dell’Olimpo, se non a tutti. Addirittura Caronte, il severo guardiano degli inferi, era ghiotto di miele e gli veniva offerto dalle anime per placarlo e addolcirlo.

In effetti, tutta la stirpe olimpica si cibava di ambrosia, la parola deriva dal greco ἀμβροσία an- (“non”) e brotos (“mortale”) ovvero che solo gli immortali potevano consumare. Questo alimento è spesso identificato con il miele stesso. Viene, infatti, spesso chiamato il dolce nettare ed è descritto a volte come bevanda altre volte come cibo; inoltre il miele è noto sin da tempi antichissimi per le sue proprietà curative e purificanti.

D’altra parte lo stesso Giove fu nutrito a latte e miele. Il piccolo Giove, riuscito a fuggire dall’ira del padre Crono, il dio spietato che nei momenti di collera arrivava perfino a divorare i propri figli, fu allevato dalle Ninfe Galatea, che lo nutrì con il latte e Melissa (che dà miele, dal latino mellis, miele) che lo nutrì a miele. Quando diventò adulto e sconfisse il crudele padre si ricordò delle ninfe che lo avevano aiutato e tramutò Melissa in ape, da allora animale sacro agli dei.

La leggenda vuole che la ninfa Melissa insegnò agli uomini, che al tempo erano ancora primitivi e mangiavano solo carne, le proprietà dei frutti e della natura e in particolare del miele.

Conoscete altre leggende sul miele e sulle api?

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