Le api nel Cinema

Sembra che le api abbiano ispirato numerosi film horror o pseudo horror a volte con risvolti erotici (involontariamente comici) come il primo della carrellata di film sulle api che vi propongo qui di seguito, dando vita ad un micro filone apistico-catastrofico.

L’Invasione delle api regine -1976

Versione italiana della locandina del film “L’invasione delle api regine”

SCHEDA FILM

Un film di Denis Sanders. Con William Smith, Anitra Ford, Victoria Vetri, Cliff Osmond, Ben Hammer. continua» Titolo originale Invasion of the Bee Girls. Erotico, durata 85 min. – USA 1976.

Locandina del film “L’Invasione delle api regine” versione originale Continua a leggere

Venere e Cupido con favo

Oggi vi parlo del dipinto di Lucas Cranach il Vecchio, artista rinascimentale tedesco (1472-1553), che si intitola Venere e Cupido. È un dipinto ad olio su tavola del 1530 conservato nella National Gallery di Londra.

Venere e Cupido con favo - olio su tavola (81,3x54,6 cm)

Venere e Cupido con favo – olio su tavola (81,3×54,6 cm)

L’opera allude ai piaceri e ai rischi, fisici e morali, dell’amore; raffigura Venere in compagnia del piccolo (e povero) Cupido che tenendo in mano un favo di miele è perseguitato dalle api che lo pungono.

Venere e Cupido con favo – particolare

A colpo d’occhio il quadro sembra rifarsi all’iconografia cristiana ed in particolare la figura di Venere nuda in posa sinuosa davanti ad un albero di mele, con braccio proteso verso un ramo, richiama immediatamente alla mente l’iconografia di Eva ed il peccato originale. D’altra parte proprio in quegli anni Eva era oggetto di importanti dipinti e studi sulla proporzione umana come testimonia la celebre incisione del Peccato originale di Dürer (1471-1528) le cui stampe, prodotte in serie con le macchine di stampa appena inventate, diffusero la conoscenza acquisita della prospettiva e delle forme classiche ad un pubblico di massa.

Peccato originale

In comune i due quadri hanno il bosco scuro e ombroso che fa risaltare ancora di più la carnagione della donna, gli animali simbolici (il cervo per esempio, tipicamente tedesco, è presente in entrambi), il paesaggio sulla destra con il picco roccioso, quello di Cranach su un corso d’acqua, ricorda da vicino gli scenari tipici della scuola danubiana, di cui  fu uno dei principali esponenti.

In realtà, invece, il dipinto è chiaramente ispirato alla mitologia classica e alla letteratura antica. Infatti, grazie ad un’iscrizione nell’angolo in alto a destra del quadro che riporta una versione latina di un antico poema greco di Teocrito, scopriamo che si tratta di un’illustrazione quasi alla lettera del testo di Teocrito tradotto dal latino al tedesco pochi anni prima (nel 1522 e nel 1528). Il poema racconta di Cupido punto da un ape mentre ruba il miele da un tronco d’albero. Venere sembra respingere il piccolo Amore con la mano destra, dicendo che le ferite d’amore che infligge possono fare più male di una puntura d’ape.

particolare

Questa opera tratta il tema allora attualissimo delle malattie veneree, vere e proprie epidemie portate dagli eserciti impegnati nelle numerose guerre in continente. Il riferimento e la condanna a comportamenti disinvolti e a rapporti occasionali è evidente dalla rappresentazione fatta della Venere. Lo sguardo è rivolto allo spettatore del quadro ed è civettuolo ed invitante, ed esprime un erotismo divertente, gli unici indumenti che la Venere indossa, la collana e il cappello, la qualificano come cortigiana, infatti, il cappello ricoperto di pon-pon e gli spessi gioielli in oro andavano molto di moda alla corte di Sassonia in quel periodo così come la pettinatura della Venere. Si può notare, infatti, che la fronte è così alta che sembra essere quasi calva e pare che le donne presso le corti tedesche, vere  Fashion victim ante litteram direierano solite tagliarsi i capelli sulla fronte per far risultare questa più alta. Cosa non si fa per seguire la moda.

De gustibus non est disputandum !

Altro elemento che comunica una sensualità esplicita è, a mio parere, il ramo che si insinua tra le gambe della Venere e che lei sembrerebbe accarezzare con la punta del piede. Questa forma sinuosa ed affusolata potrebbe anche ricordare il serpente del peccato originale.

Venere e Cupido che ruba un favo di miele

Di appena l’anno successivo 1531 è questo dipinto con medesimo soggetto e dello stesso autore dal titolo Venere e Cupido che ruba un favo di miele (olio su tavola 169×67). Le figurazioni di Venere di Cranach sono note e moltiplicate in numerose repliche (32). Anche questa volta nell’angolo in alto c’è un distico moraleggiante dell’umanista Chelidonio che ricorda che la voluptas di poca durata è accompagnata dal dolore, come capita al piccolo Cupido quando gusta il favo di miele rubato per golosità tra api pungenti.

“DUM PUER ALVEOLO FURATUR MELLA CU[PIDO] / FURANTI DIGITUM CUSPIDE FIXIT APIS / SIC ETIAM NOBIS BREVIS ET PERITURA VOLUPTA[S] / QUA[M] PETIMUS TRISTI MIXTA DOLORE NOC[ET]” 

“Come Cupido bambino ruba il miele dall’alveare e l’ape punge il ladro sulla punta del dito, così anche la caduca e breve voluttà delle nostre brame è nociva e porta tristezza e dolore”

per approfondimenti visita http://www.cultor.org/Rinascimento/B.html

Il Gioco dell’Ape – Recensione


Il gioco dell’ape è un gioco delizioso, intelligente e divertente. Il mio giudizio è eccellente.

È un gioco da tavolo prodotto dall’Associazione Produttori Miele Piemonte (Aspromiele), con finalità didattico educative. Alla scoperta dell’affascinante mondo delle api, il gioco si rivolge ai bambini dagli 8 anni in sù ai quali propone di giocare a fare gli apicoltori simulando un’intera stagione di apicoltura, con tanto di imprevisti meteorologici o fortunate coincidenze.

Si gioca in due giocatori o due squadre e ovviamente vince l’apicoltore provetto che alla fine della partita avrà prodotto più miele.

Il meccanismo è semplice (più facile da giocare che da spiegare) c’è un tabellone con caselle numerate, tipo gioco dell’oca, due pedine, un dado, una partenza ed un arrivo. La partita si divide in tre fasi.

Nella prima fase il giocatore deve procurarsi più arnie possibili e l’attrezzatura di base, vale a dire l’affumicatore, la leva e la maschera, per conquistarle il giocatore dovrà capitare sulle relative caselle e rispondere correttamente a domande sulla vita delle api.

Nella seconda fase, invece, dovrà conquistare più melari possibili, più melari = più miele, ma ne potrà avere massimo tre per ogni arnia già conquistata nella prima fase, per aggiudicarsi i melari il giocatore dovrà rispondere correttamente a domande sulle fioriture e sulle caratteristiche dei vari tipi di miele.

Infine nella terza ed ultima fase, prima di entrare nel laboratorio e procedere alla smielatura, l’apicoltore provetto dovrà procurarsi i macchinari necessari  rispondendo

correttamente a domande sulle pratiche di laboratorio.


Solo quando sarà in possesso di tutta l’attrezzatura completa, il primo dei due giocatori che raggiunge l’ultima casella potrà accedere al laboratorio e procedere con la conta del miele prodotto.

Nel corso di tutta la partita i due giocatori dovranno pescare le “carte evento” che possono complicare o facilitare il lavoro da apicoltore e quindi rallentare o velocizzare la partita, rendendo il gioco ancora più avvincente, realistico e spassoso. Per esempio una carta evento recita “Un picchio durante l’inverno ti ha bucato una casetta ritirala dall’apiario per ripararla” oppure “Complimenti! Le tue api sull’acacia stanno bottinando a meraviglia aggiungi 6 melari al tuo apiario”.

I complimenti per la riuscita di questo progetto vanno all’ideatore Federico Roggero e ai suoi coloratissimi e simpatici disegni ma anche alla chiarezza ed ironia dei testi di Massimo Carpinteri che ne è il responsabile didattico scientifico e curatore del sussidiario di apicoltura contenuto nella scatola. La coppia d’altro canto non è nuova alle produzioni editoriali di Aspromiele come potete vedere qui e qui.

Unica pecca  un paio di errori. Alla domanda “Di che colore è il miele di rododendro?” la carta indica come risposta esatta la B ovvero “rossastro come i suoi fiori” invece nel sussidiario è chiaramente indicato, così come è in realtà, che il miele di rododendro, come tutti i mieli di montagna, è il più bianco.

Un altro errore che i miei nipotini hanno accolto con molto disappunto è che in ben tre carte domanda non si capisce che ricompensa spetta al giocatore che risponde correttamente perché a parole è indica una cosa e graficamente un’altra.

 

Ma a parte queste piccolezze che si possono assolutamente perdonare visto che non stiamo parlando  di Ravensburger o altre famose marche di giocattoli, il gioco è entusiasmante e divertente anche per gli adulti. Il suo costo è di 35 €, ecco forse è un po’ caro.